mercoledì 7 settembre 2022

FABIO E IL TUTTOSAURO

 

 

 FABIO E IL TUTTOSAURO

ovvero galateo per bambini,

in particolare per bambini frequentatori del parco

Illustrazioni di Maria Luisa Rivolta

23 ottobre 2020

Dedicato a tutti i bambini, dinosauri e streghe

che popolano i parchi,

in particolare il parco Usuelli,

e agli amministratori locali,

che leggendo questa fiaba

decideranno sicuramente

di avere più cura di questi luoighi

e delle loro genti

 

 

Indice

 

Presentazione

Amici

Fabio

Sauro

Sauro e i cani

Sauro e il calcio

Alice

Sentimenti

Finale

 

 

Presentazione

Questo è un tuttosauro, esemplare rarissimo, che si riteneva estinto nel 9747 avanti cristo… e invece no, è ancora qui fra noi.

Nonostante le sue limitate potenzialità cognitive (potete notare che non ha uno sguardo molto intelligente), ritiene di potersi rendere utile alla sopravvivenza della specie, con consigli e  informazioni, mettendo a disposizione della società la sua estesa esperienza di vita. 

Potete chiedergli consigli, e anche sottoporgli dei progetti. Se volete mandare  delle mail fate pure, tanto lui non le legge, non è capace.

Raccomandiamo di non dargli da mangiare, guai! fa delle montagne di cacca (ma si può dire cacca qui, in un libro?)


Amici

Oggi mi è successa una cosa strana. Me ne stavo ai giardini con la mamma, e mi sono allontanato dall’area giochi perché mi davano fastidio tutti quei bambini chiassosi.  Insomma, mi andava di stare da solo, spesso mi capita. Alla mamma questo non piace, dice sempre “vai con i tuoi amici, vedi come si divertono!” 

E mentre gironzolavo nel prato, cosa non ho visto! Da dietro un nocciolo (un alberello dal tronco striminzito e spelacchiato), spuntava a destra un sederone enorme, sormontato da specie di pinne e, a seguire, tanto di coda, e a sinistra un pancione altrettanto smisurato.

Ma che roba è questa? Una balena? Tra stupore e paura ho alzato gli occhi e ho visto che sopra la pancia c’era un collo lungo e una testa piccola piccola, piccola almeno rispetto all’enormità sottostante. Una giraffa obesa? No! Un dinosauro!

Osservando quel buffo muso la paura svanì: la testa era ridicola, per via di due occhioni tondi visibilmente storti e dall’espressione stupida, e un folto ciuffo di peli sul cocuzzolo. Non aver paura non è da me. Io ho sempre paura di tutto.

 

Oggi mi è successa una cosa strana. Me ne stavo tranquillo ai giardini brucando un po’ d’erba, incurante dei bambini chiassosi (solitamente nessuno si accorge di me), qundo ho visto a arrivare un bambino, età stimata sette o otto anni. Mi sembrava diverso dagli altri esseri urlanti: solo soletto e dall’espressione tristanzuola,  puntava verso di me, Non volevo dare  nell'occhio e con mossa astuta mi sono nascosto dietro al nocciolo. Non so come ha fatto, ma mi ha visto. Quando si sono incrociati i nostri sguardi mi ha sorriso. Devo essergli piaciuto! Sarà per il mio sguardo intelligente! Evviva! Ora ho un amico!

Come so che siamo già amici? Lo so, vi ho detto che ha ricambiato il mio sorriso, è una prova evidente! Ma non ci siamo parlati, perchè la mamma lo chiamava: Fabio, Fabio, lo sai che non devi allontanarti, ci sono tanti pericoli! Vieni, dobbiamo andare a fare i compiti.

********

Un dinosauro! Non avevo mai visto un dinosauro dal vero! Forse nessuno l’ha mai visto. Vado verso casa con la mamma, senza protestare, e intanto penso: un dinosauro per amico! Posso già dire che siamo amici? Sì, mi ha sorriso.

Mi giro indietro e vedo il ridicolo pancione sederone che mi segue a distanza, e poi rimane incastrato nel portoncino del parco. “Fabio, ridi?” - chiede la mamma - e ride anche lei, anche se non sembra aver visto il dinosauro. Solo è contenta che io sia contento.

Uffa, ma perché fanno dei cancelletti così piccoli? I bambini ci passano, ma io come faccio? Saltare la recinzione? No, no, non sono poi così atletico. Aspetterò che arrivi il camioncino della nettezza urbana, l’operaio apre sempre il cancello grande. E poi andrò a cercare il mio nuovo amico. Urrà, un amico! Lo troverò sicuramente, so come si chiama: Fabio. Ora vado a finire la merenda.

 

Sauro

Da wikipedia, l’enciclopedia libera:

Il tuttosauro è l'unico dinosauro sopravvissuto all’estinzione della specie. Numerosi paleontologi hanno cercato di appurare le motivazioni della sorprendente longevità. Le sue specifiche caratteristiche, rispetto a quelle degli altri dinosauri, devono aver in qualche modo facilitato il suo adattamento all’ambiente ostile. Caratterizzato da un fisico goffo e poco atletico, decisamente in sovrappeso, quanto mai lento, quindi inadatto a sfuggire ai predatori, dotato di limitate potenzialità cognitive... Da dove vengono quindi le sue straordinarie capacità di adattamento? Nessuna specie è mai sopravvissuta grazie a un temperamento gioviale!

Ci si chiederà: il tuttosauro parla? Dato che racconta barzellette… Ebbene sì, ci sono numerose testimonianze in merito, anche pare che la sua grammatica sia approssimativa e il suo lessico assai povero. Che questo abbia in qualche modo contribuito alla sua longevità? Che ci sia un nesso fra congiuntivi e colestrolo? Il fenomeno è ancora oggetto di studio da parte di una équipe di biologi e filologi statunitensi.

Perché in nome Tuttosauro (abbreviato in Sauro per gli amici)? Forse, non sapendo di essere a rischio di scomparsa,  egli ritiene di potersi rendere utile alla salvezza del  mondo,  con consigli, informazioni, esperienze e quelle che lui chiama idee, nella convinzione che la sua progettualità non sia stata nei secoli compromessa.

Dove è possibile trovare questo esemplare?  E' stato  avvistato in parchi e giardini pubblici in diversi paesi. In generale predilige i luoghi che presentano una vegetazione rigogliosa (per ovvie esigenze alimentari) e che si adattano meglio a giochi e gite di bambini. Uno stdioso statunitense afferma con ceertezza che gli piacciono i bambini perchè hanno capacità cognitive simili alle sue, e perchè ama dedicarsi a giochi semplici, dotati di regole elementari. Trova gli adulti noiosi e complicati.  

 Non è pericoloso, ma gli esperti raccomandano di non avvicinarsi: è invadente, e puzza un po’. E non dategli da mangiare! E’ ingordo e goloso, e fa delle montagne di cacca, come già detto.

 

 

Fabio

- Il bambino mi ha sorriso! Cosa meravigliosa! Lo troverò. La mamma è meno simpatica di lui: frettolosa e scorbutica, tutto un “fa' questo, fa' quello”. Ma io non so farmi un’idea, le mamme umane le conosco poco, la mia se l'è data a gambe appena si è schiuso l'uovo.

Ma quanto girare per il quartiere! Che male ai piedi! Perché i miei piedi, cioè i miei zampotti, sono fatti per la terra e l’erba, non per il cemento. Ma forse sono arrivato al posto giusto: qui ci sono un sacco di persone in attesa davanti a un portone. Questa è la famosa scuola! Ora lui uscirà di qui! Ma ecco, l’ho vista, c’è anche la mamma antipatica! Per fortuna sono ben nascosto in mezzo a tutta questa gente in attesa, nessuno fa caso a me.

Ecco, arriva una nuvola di piccoli esseri vocianti! Ma quanti sono! Come farò a trovare il mio bambino? Sono già usciti tutti e non l’ho visto, mi sa che mi è sfuggito. Dovevo stare più attento. No, eccolo! L’ultimo! Esce con passo stanco e faccia annoiata, trascinando il suo enorme fardello… Che sarà mai questa scuola, da rattristare tanto il mio nuovo – e unico - amico! 

Amico, eccomi, sono qui! Ti aspetto da una vita, cioè un diecimila anni! Andiamo a giocare? Andiamo ai giardini, dai: c’è l’altalena, un po’ spingo io un po’ tu, veramente nessuno mai vuole spingermi perché sono troppo pesante. Andiamo a Gardaland? Non ci sono mai stato sai. A vedere un film di paura? Andiamo a mangiare un gelato? No, a mangiare una pizza? Anche tutt’e due se ti va.  A fare i compiti? Non so cosa sono, sono così curioso…

Fabio ricambia lo sguardo interessato e appiccicoso del dinosauro con occhi tristi ma, incalzato dalle proposte del tuttosauro, assume un’espressione curiosa e divertita.

-        Ehi tu, mi segui? E dove la prendi tutto questo entusiasmo? Io quando esco da scuola tutto questa energia non ce l'ho. - Fabio è un bambino strano, musone e un po' assente, cosa che preoccupa non poco i suoi genitori.

-         Ti seguo perché vorrei essere tuo amico. Ti ho cercato per tutto il quartiere, non sai che male alle zampe…

La mamma sorride: Fabio ride? Possibile?

Posso accompagnarti fino a casa? Verrei volentieri con te… Però… a casa tua c’è una porta grande? Grande quanto? Altrimenti potremmo fare altro.

-        A pranzo si va a casa, per la porta vediamo.

La porta è discretamente grande. La mamma entra per prima, e poi con un impegrativo lavoro di tira – spingi e spingi-tira entra anche il dinosauro, seguito da un Fabio arruffato e sgualcito.

Sauro è nuovo a questa esperienza: in diecimila anni nessuno lo aveva mai invitato a casa. Fabio lo fa accomodare in salotto – le altre stanze sono troppo anguste per Sauro – e fanno merenda con una intera torta.

       Fabio, quanto hai mangiato! Avevi appetito! Ma cos'è questo odore? Fabio... le puzzette no...

La mamma sembra non accorgersi di Sauro.  Chissà se gli altri lo vedevano?

       Ora i compiti, su...

 Fabio tira fuori svogliatamente dallo zaino libri e quaderni. Comincia con la matematica, e cerca aiuto in Sauro nel risolvere un problema... Capisce qui che Sauro è un bugiardo:he tuttosauro e tuttosauro! Comincia a grattarsi il testone e a sparare numeri a caso... Vedendosi scoperto, si giustifica dicendo che ai suoi tempi la matematica era molto diversa...

- Ma Sauro, che dici? Non sono stati gli arabi a inventarla? Ma perchè diventi rosso? Tranquillo, neanche i miei genitori sanno fare i compiti. Se vuoi ti insegno un po' di tabelline...

Le tabelline piacciono molto a Sauro: due quattro sei... e qui si addormenta sul tappeto del salotto cullato da “otto dieci dodici... Si sveglia mezz'ora dopo, con Fabio che lo pizzica:

                 Sauro, sveglia, qui mi puoi aiutare: storia! Gli antichi romani, li hai conosciuti?

                 Certo! Ora ti racconto. Sono stato al colosseo nell'anno... beh, non ricordo. Ho giocato con una tigre, ovviamente ho vinto io, e per premio mi hanno liberato, e ho chiesto di liberare anche la povera tigre...

E' chiaro che Sauro al colosseo non c'è mai stato. Tutt'al più aveva visto qualche film in tv. Ma Fabio non vuole umiliarlo troppo. E' decisamente ignorante e anche un po' tonto (forse un tontosauro), ma così divertente e buono!

E' un amico.

Sauro e i cani

Eccoci di nuovo al parco

- Certo che è proprio bello questo parco. Che bel tappeto d'erba! Ideale per una grattatina alla schiena! - E si butta a terra,  coricandosi a pancia in su, ondeggiando felice, col suo codone che sbatte su panchine e altalena.

Fabio si guarda intorno circospetto. Per fortuna il parco è deserto. Sauro è davvero invisibile? Sei i suoi amici fossere in grado di vederlo, cosa penserebbero di quel coso enorme dagli occhi storti?

Eccolo di nuovo in piedi.

- Vieni con me, Sauro, ti faccio vedere il recinto per i cani. Troverai dei tuoi simili. Ecco, guarda, puoi entrare. Non c'è scritto “vietato ai dinosauri”, perfetto.

- Io somiglio a chi... non somiglio ai bambini?

- Beh, lasciamo perdere, non è importante..

- Guarda ci sono due cagnolini, simpatici... Mmm, il solito problema, non passi dalla porticina..

- Io scavalco, pof pof, ecco, che ci vuole.

       Fa' piano, il recinto è pericolante... e tu hai la grazia di un elefante!

       Ecco fatto. Uff, mi si impiglia sempre la coda.  - finalmente Sauro è nel recinto. - Ora potrei giocare a inseguire i cagnolini, peccato che ci sia pochissimo spazio... Ehi voi, aspettatemi, arrivo.

I due cuccioli, una bassottina marrone e una barboncina bianca, si accorgono della sua presenza. Lo annusano perplessi, ma per nulla impressionati dalla sua mole. Sauro si mette a rincorrerli... I padroni dei cuccioli – una signorina elegante  un po' snob e un signore anziano dall'aria intellettuale - chiacchierano amabilmente, seduti su una panchina, e non sembrano  accorgersi di Sauro:

       Guardi, guardi, come si divertono, che cari! Come si è animato il gioco, così all'improvviso!

Fabio si gratta la testa  perplesso. Non tutti sono in grado di vedere Sauro, i cani sì e i padroni no. Nessun umano sta facendo caso allo strano ospite.

Sauro  è sistemato, urrà! Questo amico gli piace, è divertente e buffo, anche se Fabio un po' si vergogna: Sauro è così grossolano e, diciamolo pure, anche un po' tonto...

Ora che Leda e Lucy lo tengono impegnato può  finalmente andarsene sullo spiazzo lì vicino ad aspettare gli amici per  giocare a  pallone.

Inizia a riscaldarsi, ed ecco sente dei guaiti strani e degli strilli, una voce femminile ... Rimane un attimo immobile, poi si precipita al recinto. Chissà  cosa può aver combinato Sauro? non lo si può lasciar solo un attimo!

Ora l'aea cani è vuota, non si vedono più i cani. E' rimasta  solamente Lucyamoremio – così avevano soprannominato la signorina snob -; è agitatissima, rossa in viso e chiama a gran voce Lucy:

       Lucy dove sei. Vieni qui amore, dalla tua mamma. Non farmi stare in pensiero...

Fabio é avvezzo ai modi ridicoli dei padroni dei cani. Ma capisce che in effetti è successo qualcosa: Lucy dov'è finita? E quei guaiti soffocati da dove vengono?

Vi chiederete:  Sauro che sta facendo?

Sauro se ne sta seduto, mogio mogio, in mezzo al recinto, di cui occupa una parte consistente; immobile, sguardo a terra...

       Sauro, non mi dire...  ma non eri erbivoro? - intanto continua a sentire il guaito, il che fa ben sperare che Lucy, amore della mamma, sia ancora in vita.

       Sauro, parla, sai qualcosa?

Sauro solleva le spalle con nonchalance, poi si alza in piedi e... ecco che compare da sotto il suo sederone l'adorabile batuffolino bianco, che era bianco e ora è invece sporco, sgualcito e spettinato. In effetti, rimanendo schiacciata sotto la mole di Sauro,  i suoi magnifici ricciolini freschi di pet-chauffeuse si sono tutti appiattiti. Sembra ora un comune cane da canile.

       Amore mio! Sei inguardabile! Cosa ti è successo mai! - La padroncina, anziché essere essere felice per il ritrovamento, sembra addolorata per il look volgare  della sua amata.

E Lucy, chiederete voi? Lucy sembra indifferente a tutto questo trambusto e ai problemi di estetica della sua padrona;  continua a tenersi alla larga da quest'ultima, correndo gioiosa  in un girotondo solitario intorno a un non si sa cosa.

 

E Leda, vi chiederete voi? Approfittando della confusione è scappata da uno dei tanti buchi del malandato recinto e corre per il prato, inseguita dal professore.

- Leda, torna qui! Arrivano le guardie ecologiche... la multa...

Sauro e il calcio

Sauro si guarda intorno annoiato:

       Posso stare un po' con te? I cagnolini se ne sono andati. Tu che fai?

       Vado a giocare a pallone. Ecco lì i miei amici. La partita sta iniziando, sbrigati.

Il parco è quasi deserto ora. Sta arrivando una vecchietta con un cane al guinzaglio che si dirige verso la seconda area cani.

Fabio mormora: brutta strega, non perde un giorno!

       Ma chi è? - chiede Sauro

       E' una gran rompiscatole. Odia noi bambini e trova sempre scuse per non lasciarci giocare.

       Oh, brutto affare...

       Tu sei capace a giocare? - Fabio sa di mettere in difficoltà l'amico, che pretende di sapere tutto e in realtà...

       Certo! Ho giocato con Maradona nel Napoli, ma non mi era tanto simpatico, si dava un sacco di arie, e poi con Totti, questo sì che mi piaceva...  era un amicone.

       Allora gioca nella nostra squadra!

       Come mi piacerebbe! Peccato che sono un po' fuori allenamento... poi veramente non ricordo bene le regole, mi puoi fare un ripasso?

       Non c'è tempo, ecco gli amici. La partita iniziat, corri! Ma come sei lento!

I tiri delle due squadre stanno prendendo  delle traiettori astruse, come rimbalzassero conro qualcosa di duro, sì, contro un dinosauro. E  Sauro non riesce mai, nella sua lentezza, a  dare un calcio al pallone.

Non sono passati dieci minuti dall'inizio della partita che esce dalla seconda  area cani la vecchia furiosa, urlante:

       Brutti maleducati... Basta con questo pallone, mi avete già colpita cento volte! Andate a giocare più in là, quante volte ve l'ho già detto! Anzi, cambiate gioco, che come calciatori non valete niente, siete i più scarsi del mondo. Foste capaci qualche volta ad andare in porta!

La vecchietta, pur odiosa, non ha tutti i torti:  i ragazzini come giocatori ritengono di non essere niente male, ma in fatto di educazione lasciano sicuramente a desiderare.  I calciatori  colpiscono spesso la rete del recinto, ormai dissestata e barcollante. E spesso centrano la testa della strega, che riporta ora un nuovo bozzolo ben visibile fra i capelli corti.  Ha ben ragione di lamentarsi, ma non mette compassione a nessuno: è  una autentica strega, nemica dei bambini e del mondo intero: ama solo il suo cane, Luna, che è tutto il contrario della vecchia: socievole e allegra, stava sempre dalla parte dei ragazzi e cerca di distrarre la padrona quando ne combinavano qualcuna delle loro.  

       Ora vi sistemo io: chiamo i vigili, la polizia, l'esercito, i pompieri, i servizi segreti... - i ragazzi sanno che è tutta una finta, i vigili non arrivano mai...

       Su ragazzi, spostiamoci un po' più in là.

Continuano la partita. Fabio spinge Sauro davanti alla rete del recinto cani, riuscendo così a proteggerla dai colpi.

 

Alla fine della gara, che vede la squadra di Fabio vincere miracolosamente per venti a tre, Sauro segue l'amico fino al tavolo utilizzato per la merenda.

       Ma... volevo chiederti...   è tanto cattiva  la signora Strega?

       Strega non è il suo nome. Nessuno sa il suo nome. Cattiva... non so. Ha le sue ragioni, ma non capisce che noi bambini vogliamo giocare. Non possiamo vivere senza giocare a pallone...

       Ma cosa fa lì seduta sulla panchina?

       Scrive. Scrive al sindaco per protestare contro di noi. Tranquillo, quello non legge e non risponde. Ah, scrive anche un libro, un galateo per i bambini al parco. Dice che lo metterà in vendita per comprare una vera porta per il calcio, così non distruggeremo più la rete e la sua testa.

       Allora forse non è così cattiva...

       Boh... però è strana! Ma tu, dimmi, ti sei divertito? 

       Eccome! Grande partita! – in realtà si era messo a dormicchiare accucciato davanti alla “porta”, non aveva neppur sentito le pallonate che rimbalzavano sulle sue squame. - Beh, non è però carino prendere a pallonate la signora Strega...

       Non fare il tenerone. Quella è la nostra porta da cinque anni... è nostra...

       Ah, ho capito. Siete proprietari.  Se io sto seduto qui qualche giorno divento padrone del parco. Funziona così la proprietà privata? Se mi piace una cosa mi ci siedo sopra ed è mia!

Fabio comincia a irritarsi, Sauro dice un sacco di  sciocchezze.

       E quello cos'è? - chiede Sauro osservando una statua a appoggiata in modo precario al lato dello spiazzo.

       E' il mezzobusto del sindaco. Devono cementarlo al centro della piazzola per impedirci di giocare. Qualcuno voleva metterci una fioriera,  ma nessuno avrebbe innaffiato i fiori.

       Nooo, e chi fa questo?

       Il comune. Il gioco del calcio sembra sia il maggior problema di questa città.

       Ma ci sarà qualche altra soluzione.

       Sì, trovala, tu che sai tutto. - il tono di Fabio diventa sempre più nervoso. - Però muoviti, è tardi.

Alice

Sta arrivando qualcuno. Si sentono dei passi lievi tra il frusciare delle foglie.

       Cosa dici, Fabio! Il parco è di tutti. Ma parli da solo? - la voce è di una bambina dai capelli rossi che si era avvicinata piano piano per ascoltare i discorsi dei due amici (inrealtà sentiva solo la voce di Fabio). Si siede di fianco a Fabio. Sauro  resta in piedi, la panca è troppo piccola per lui.

       Ciao Alice. Ma come, tu lo vedi?

       Vedere chi? Non c'è nessuno qui.  Come sei strano oggi. Parlavi da solo, che buffo. O forse parlavi con tuo angelo custode.

       Angelo custode? Può avere la forma di un dinosauro?

       Impossibile: il dinosauro non ha le ali. Comunque ti ho sentito. Non sono d'accordo: il parco non è solo dei calciatori e dei  ciclisti e dei monopattinari scatenati. Devono poterci venire  anche i bambini piccoli con i genitori, i fidanzatini, le persone anziane, i cani, tutti insomma. Noi ragazzi, senza rinunciare al divertimento, dovremmo cercare di  essere un po' più gentili e democratici, e metterci qualche volta nei panni degli altri.

Fabio arrossisce. Si rende conto di aver fatto una pessima figura. Era stato sgarbato con la signora Strega, che aveva ben il diritto di starsene tranquilla con la sua Luna a scrivere le sue sciocchezze. Questo però non era il suo comportamento abituale: quando stava in compagnia degli amici si caricava ben bene, ed era pronto a qualsiasi nefandezza, dagli insulti alla distruzione dei recinti.

Ora gli pesa di essersi mostrato così grezzo agli occhi di Alice. E Alice gli piace un sacco.

       Parli sempre come una prima della classe – in effetti è la più brava a scuola.

       Ma cosa dici! -    esclama Alice ridendo – qui non si tratta di essere bravi, ma solo un po' gentili, un po' sensibili e tolleranti. 

Fabio, occhi a terra, si avvia verso casa. Alice non è solo la prima della classe, è anche molto carina. Aveva sempre trovato adorabili le sue lentiggini e il suo sorriso. Lui invece pensa di essere bruttino; è grassoccio e porta pure l'apparecchio. Sono in pochi a trovarlo simpatico, sempre così serio e impacciato. Sente di non avere speranze di piacerle, soprattutto ora che ha fatto la figura del perfetto cretino. All'improvviso si accorge che gli manca qualcosa:

       Sauro dove sei? - staràcombinando qualche nuovo guaio? Ma eccolo là fra gli alberi.

       Sauro, Sauro! Che fai?  - Sauro è seduto nel noccioleto, con una bottiglia di succo di frutta alla mela in una zampa e un tovagliolo nell'altra – oggetti rubati probabilmente, approfittando dell'invisibilità, alla famigliola che sta facendo merenda sul prato lì accanto. 

       Sauro, cos'è quel mucchio di foglie davanti a te? E perchè questa pianta è completamente spoglia? - in effetti Sauro stava annusando una montagnola verde alta circa un metro, posta di fronte a un fascio di rami stecchiti che si snodava dal terreno.

       Fame. Sauro ha sempre fame. Vuoi assaggiare? Non ci sono solo foglie, anche nocciole. Buone anche col guscio.

       Sauro, sei un disastro. Andiamo a casa veloce, prima che qualcuno ci veda! Vieni dai, a casa ci sono un sacco di merendine, la mamma ha fatto una scorta industriale per il covid!

       Le foglie sono più sane, lo dicono anche in tv, i bambini devono mangiare tanta verdura.

       Le foglie dei noccioli mica sono verdura. E poi, non ti sarai mica messo in testa di essere un bambino?

       Non mi dispiacerebbe. Andrei a scuola, avrei una mamma, giocherei a pallone. - e due gigantesche lacrime spuntano dagli occhi strabici.

       No, no, non è il momento per i pianti . Finisci le tue foglie senza dare nell'occhio ora che le hai staccate, e filiamo. Ma guarda che disastro. Tutti pensano che siamo noi ragazzi a distruggere lgli alberi giocando, e di solito è vero. Ma chi glielo spiega alle guardie ecologiche che oggi è stato un dinosauro! Multe a go-go per tutti!

       Non ho più fame, ecco. Andiamo.

Ma ecco dei passi alle spalle: il temutissimo ispettore?

       No, no, non sono stato io, ora le spiego...

Non è per fortuna l'ispettore, ma Alice,  che li aveva seguiti a distanza.

-  C'eri solo tu vicino all'albero, chi altro può essere stato? Ma tranquillo, non faccio la spia. Però, scusa, non capisco... Lo sai quanti anni ci mette un albero così a crescere? E in un attimo è morto. E sai quanto ossigeno produce una pianta come questa? E di quanto ossigeno abbiamo bisogno?

Ecco, Alice si mette a fare la saputella... Lui la adora, perchè è carina e intelligente, ma quando inizia con questi pipponi...

       Lo so, lo so. Hai ragione, ma c'è stato un imprevisto. Ho starnutito così forte... - non sa proprio che altro inventare.  Intanto Alice continua ad avvicinarsi..

Bang! - un qualche urto violento butta  Alice a terra. La coda di sauro è sempre fra i piedi... La ragazza si è inciampata, spelandosi le gambe contro le squame.

       Alice, che succede? Ti sei fatta male?  Serve un massaggio cardiaco, o altro?

       No no, tranquillo, mi sento solo un po' ammaccata. Non capisco solo cos'è successo, e questi graffi a forma di pinne di dinosauro da dove arrivano?

Ora ad arrossire è Sauro. Il solito sbadato  sempre penzolare la sua codona nei posti meno opportuni.

       Vieni Alice, andiamo a prendere una cioccolata al chiosco, passerà tutto.

 

Sentimenti

Fabio si stupisce della propria intraprendenza; passa il pomeriggio con Alice approfittando della necessità di consolarla. Trova la sua descrizione delle disgrazie del pianeta un po' pesante, ma la vista dei riccioli rossi e delle splendide efelidi di Alice lo mandano in brodo di giuggiole.

       Certo, bisogna rispettare gli alberi. Ma a volte non sappiamo a cosa giocare e ci arrampichiamo. Vedi: le altalene sono tutte rotte, e gli scivoli sono circondati dal fango. Il pallone disturba tutti, le bici pure...  Qui non si può far nulla...

       Ma Fabio, su, un po' di ingegno. Non è possibile  distruggere i recinti, i lampioni, le panchine... Cercate di essere costruttivi. Ad esempio. Per il calcio si può definire un'area destinata al gioco, così i vecchiettipossono sedersi nella altre zone.

       Beh, hai ragione. E si potrebbe studiare qualche attività per portare a casa qualche soldo e comprare dei giochi nuovi.

       Così mi piaci! E potete vendere giornalini e giocattoli vecchi, scrivere un giornalino e distribuirlo in cambio di un'offerta, fare una gara di bellezza per cani e far pagare l'ingesso... E poi potreste trovare  un esperto di giardinaggio che vi aiuti a scegliere nuove piante, in modo da sostituire quelle che avete distrutto, così potrete giocare in mezzo al verde.

Certo che Alice è intelligente, a volte anche troppo impegnata. Ma come non darle ragione!  Avviandosi verso casa, con la mente affollata da tante idee , si sta dimenticando della presenza di Sauro.

       Ehi, parlami! Ti sei dimenticato di me? Dimmi, come mi devo pettinare per il concorso di bellezza?

       Piantala. Non sei un cane! Alice vuole un concorso di bellezza per cani, non per dinosauri.

       Uhm. Sei sgarbato. Sei forse arrabbiato?

       Uffa, cerca di capirmi. L'hai vista? L'hai sentita? Come faccio a starle dietro? Non sono alla sua altezza!

       Oh, ma le piaci, eccome,  ti ha cercato e seguito!

       Dici davvero? Mi sembra impossibile. Ma dimmi, secondo te cosa le può piacere di me?

       Sei originale, non stai con tutti, non stai coi prepotenti. Sei strano, insomma.

       Questo sarebbe un pregio?

       Certo! Quanti personaggi ho conosciuto,  così strani! Ora te li elenco...

       No, lascia perdere,  non è il caso.

       Hai le orecchie a sventola, ma tutto sommato sei carino. Tu le piaci, e lei ti piace.  Sono contento. Però andiamo ancora un attimo sullo scivolo?

       No, lo sfondi. E' l'ultimo gioco che resta in piedi. Andiamo a casa. Ciao Mavi, ciao Raffi.

       Ciao Fabio. Come sei pensieroso... -  Mavi e Raffi sono amiche, vengono al parco tutti i giorni con i loro cani e una volta la settimana puliscono il parco.

       Oh. quanti amici. Chi sono queste belle signore?

       Sono dell'associazione degli amici del parco, Erbavoglio. Raccolgono le cartacce e le bottigliette, spazzano e potano, e avvisano il comune quando c'è qualcosa di rotto, così immediatamente gli operai del comune vengono a fare le riparazioni. Noi ragazzi qualche volta le aiutiamo...

       Che bello, siete tutti amici qui. Sai che mi piace proprio questo parco, con tutti questi alberi e questi cani e umani simpatici.  Quasi quasi resto qui a dormire. Non offenderti, la tua cameretta è troppo piccola. Ci vediamo domattina, passa di qui per andare a scuola.

       Posso fidarmi? Mi raccomando, lascia stare alberi e cani...

       Tranquillo...

       Sono qui domattina alle sette. Vedo di trovare qualcosa per la tua colazione.

       Pizza...

       OK, pizza.

Finale

La mattina dopo Fabio si avvia verso il parco, attraversa il prato, ma di Sauro non c'era traccia.

       Che cosa cerchi? - Alice è lì che lo aspetta.- non sei mai uscito così presto...

       Niente, niente, credo di aver perso una cosa...

       Forse cercavi questo? - tiene un libricino fra le mani: “Fabio e il tuttosauro – galateo per bambini al parco” - Non dirmi che l'hai scritto tu?

Fabio sfoglia le pagine del libro, leggendo le prime righe.

       Sì, è opera mia, ma non è tutta farina del mio sacco. L'ho fatto con un amico, un amico che non conosci...

       Geniale! Sembra parli proprio di noi e del nostro parco!  C'è persino la signora Strega, chissà come sarà contenta! Che ne dici, potremmo vendere il libro per far su qualche soldo e sistemare il parco!

Fabio non sta ascoltando: - Ma lui, dov'è? - pensa tra sé e sé. Si guarda intorno,  più che al libro pensa a Sauro, così incline a ficcarsi nei pasticci.

       Guarda Fabio, guarda là in alto, che meraviglia! Che nuvola  bizzarra! Sembra sembra...

       Sembra un dinosauro, un dinosauro con le ali. Un angelo-dinosauro...

       Ma dai, non hanno ali i dinosauri. 

FABIO E IL TUTTOSAURO

     FABIO E IL TUTTOSAURO ovvero galateo per bambini, in particolare per bambini frequentatori del parco Illustrazioni di Maria L...