Sauro
si guarda intorno annoiato:
-
Posso stare un po' con te? I cagnolini se ne sono andati. Tu che fai?
-
Vado a giocare a pallone. Ecco lì i miei amici. La partita sta
iniziando, sbrigati.
Il
parco è quasi deserto ora. Sta arrivando una vecchietta con un cane
al guinzaglio che si dirige verso la seconda area cani.
Fabio
mormora: - brutta strega, non perde un giorno!
Ma
chi è? - chiede Sauro.
-
E' una gran rompiscatole. Odia tutti, noi bambini in particolare, e
trova sempre scuse per non lasciarci giocare.
-
Tu sei capace a giocare? - Fabio sa di mettere in difficoltà
l'amico, che pretende di sapere tutto e in realtà...
- Certo! Ho giocato con Maradona
nel Napoli, ma non mi era tanto simpatico, si dava un sacco di arie,
e poi con Totti, questo sì che mi piaceva... era un amicone!
Allora
vieni dai, gioca nella nostra squadra!
-
Come mi piacerebbe! Peccato che sono un po' fuori allenamento... poi
veramente non ricordo bene le regole, mi puoi fare un ripasso?
-
Non c'è tempo, ecco gli amici. La partita inizia, corri! Ma come sei
lento!
I
tiri delle due squadre stanno prendendo delle traiettori astruse,
come rimbalzassero contro qualcosa di duro, sì, contro un dinosauro.
E Sauro non riesce mai, nella sua lentezza, a dare un calcio al
pallone.
Non
sono passati dieci minuti dall'inizio della partita che esce dalla
seconda area cani la vecchia furiosa, urlante:
-
Brutti maleducati... Basta con questo pallone, mi avete già colpita
cento volte! Andate a giocare più in là, quante volte ve l'ho già
detto! Anzi, cambiate gioco, ché come calciatori non valete niente,
siete i più scarsi del mondo. Foste capaci qualche volta ad andare
in porta!
La
vecchietta, pur odiosa, non ha tutti i torti: i ragazzini come
giocatori ritengono di non essere niente male, ma in fatto di
educazione lasciano sicuramente a desiderare. I calciatori
colpiscono spesso la rete del recinto, ormai dissestata e
barcollante. E spesso centrano la testa della strega, che riporta ora
un nuovo bozzolo ben visibile fra i capelli corti. Ha ben ragione di
lamentarsi, ma nessuna compassione! E' una autentica strega, nemica
dei bambini e del mondo intero: ama solo il suo cane, Luna, che è
tutto il contrario della vecchia: socievole e allegra, sta sempre
dalla parte dei ragazzi e cerca di distrarre la padrona quando ne
combinavano qualcuna delle loro.
-
Ora vi sistemo io: chiamo i vigili, la polizia, l'esercito, i
pompieri, i servizi segreti... - i ragazzi sanno che è tutta una
finta, i vigili non arrivano mai...
-
Su ragazzi, spostiamoci un po' più in là, così la fa finita coi
suoi lamenti...
Continuano
la partita. Fabio spinge Sauro davanti alla rete del recinto cani,
riuscendo così a proteggerla dai colpi.
Alla
fine della gara, che vede la squadra di Fabio vincere miracolosamente
per venti a tre, Sauro segue l'amico fino al tavolo utilizzato per la
merenda.
-
Ma... volevo chiederti... è tanto cattiva la signora Strega?
-
Strega non è il suo nome. Nessuno sa il suo nome. Cattiva... non so.
Ha le sue ragioni, ma non capisce che noi bambini vogliamo giocare.
Non possiamo vivere senza giocare a pallone...
-
Ma cosa fa lì seduta sulla panchina?
-
Scrive. Scrive al sindaco per protestare contro di noi. Ha scritto
anche al presidente della repubblica e al papa... Tranquillo, nessuno
risponde. Ah, scrive anche un libro, un galateo per i bambini al
parco. Dice che lo metterà in vendita per comprare una vera porta
per il calcio, così non distruggeremo più la rete e la sua testa.
Chissà se è vero.
-
Allora forse non è così cattiva...
-
Boh... però è ben strana! Ma tu, dimmi, ti sei divertito?
-
Eccome! Grande partita! – in realtà si era messo a dormicchiare
accucciato davanti alla “porta”, non aveva neppur sentito le
pallonate che rimbalzavano sulle sue squame. - Beh, non è però
carino prendere a pallonate la signora Strega...
-
Ah, ho capito. Siete proprietari. Se io sto seduto qui qualche
giorno divento padrone del parco. Funziona così la proprietà
privata? Se mi piace una cosa mi ci siedo sopra ed è mia!
Fabio
comincia a irritarsi, Sauro dice un sacco di sciocchezze.
-
E quello cos'è? - chiede Sauro osservando una statua a appoggiata in
modo precario al lato dello spiazzo.
-
E' il mezzobusto del sindaco. Devono cementarlo al centro della
piazzola per impedirci di giocare. Qualcuno voleva metterci una
fioriera, ma nessuno verrebbe a innaffiare i fiori.
-
Nooo, e chi fa questo?
-
Gli operai del comune. Il gioco del calcio sembra sia il maggior
problema di questa città.
-
Ma ci sarà qualche altra soluzione.
-
Sì, trovala, tu che sai tutto. - il tono di Fabio diventa sempre più
nervoso. - Però muoviti, andiamo, è tardi.