mercoledì 28 ottobre 2020

 

Fabio e il tuttosauro è la storia di un'amicizia tra un bambino e un dinosauro. Si conoscono al parco, e Sauro osserva la varia umanità che transita in quel luogo. Attraverso accadimenti e personaggi il racconto descrive le regole di buona convivenza valide al parco e dovunque.

 

Dedicato a tutti i bambini, dinosauri e streghe

che popolano i parchi,

in particolare il parco Usuelli,

e agli amministratori locali,

che leggendo questa fiaba

decideranno sicuramente

di avere più cura di questi luoghi

e delle loro genti

Presentazione

Questo è un tuttosauro, esemplare rarissimo, che si riteneva estinto nel 9747 avanti cristo… e invece no, è ancora qui fra noi.

Nonostante le sue limitate potenzialità cognitive (potete notare che non ha uno sguardo molto intelligente), ritiene di potersi rendere utile alla sopravvivenza della specie, con consigli e informazioni, mettendo a disposizione della società la sua estesa esperienza di vita.

Potete chiedergli consigli, e anche sottoporgli dei progettiotto. Se volete mandare delle mail fate pure, tante lui non le legge, non è capace.



Raccomandiamo di non dargli da mangiare, guai! fa delle montagne di cacca (ma si può dire cacca qui, in un libro?)









Amici

Oggi mi è successa una cosa strana. Me ne stavo ai giardini con la mamma, e mi sono allontanato dall’area giochi perché mi davano fastidio tutti quei bambini chiassosi. Insomma, mi andava di stare da solo, spesso mi capita. Alla mamma questo non piace, dice sempre “vai con i tuoi amici, vedi come si divertono!”

E mentre gironzolavo nel prato, cosa non ho visto! Da dietro un nocciolo (un alberello dal tronco striminzito e spelacchiato), spuntava a destra un sederone enorme, sormontato da specie di pinne e, a seguire, tanto di coda, e a sinistra un pancione altrettanto smisurato.

Ma che roba è questa? Una balena? Tra stupore e paura ho alzato gli occhi e ho visto che sopra la pancia c’era un collo lungo e una testa piccola piccola, piccola almeno rispetto all’enormità sottostante. Una giraffa obesa? No! Un dinosauro!

Osservando quel buffo muso la paura svanì: la testa era ridicola, per via di due occhioni tondi visibilmente storti e dall’espressione stupida, e un folto ciuffo di peli sul cocuzzolo. Non aver paura non è da me. Io ho sempre paura di tutto.


Oggi mi è successa una cosa strana. Me ne stavo tranquillo ai giardini brucarndo un po’ d’erba, incurante dei bambini chiassosi (solitamente nessuno si accorge di me), qundo ho visto a arrivare un bambino, età stimata sette o otto anni. Mi sembrava diverso dagli altri esseri urlanti: solo soletto e dall’espressione tristanzuola, puntava verso di me, Non volevo dare nell'occhio e con mossa astuta mi sono nascosto dietro al nocciolo. Non so come ha fatto, ma mi ha visto. Quando si sono incrociati i nostri sguardi mi ha sorriso. Devo essergli piaciuto! Sarà per il mio sguardo intelligente! Evviva! Ora ho un amico!

Come so che siamo già amici? Lo so, vi ho detto che ha ricambiato il mio sorriso, è una prova evidente! Ma non ci siamo parlati, perchè la mamma lo chiamava: Fabio, Fabio, lo sai che non devi allontanarti, ci sono tanti pericoli! Vieni, dobbiamo andare a fare i compiti.



Un dinosauro! Non avevo mai visto un dinosauro dal vero! Forse nessuno l’ha mai visto. Vado verso casa con la mamma, senza protestare, e intanto penso: un dinosauro per amico! Posso già dire che siamo amici? Sì, mi ha sorriso.

Mi giro indietro e vedo il ridicolo pancione sederone che mi segue a distanza, e poi rimane incastrato nel portoncino del parco. “Fabio, ridi?” - chiede la mamma - e ride anche lei, anche se non sembra aver visto il dinosauro. Solo è contenta che io sia contento.


Uffa, ma perché fanno dei cancelletti così piccoli? I bambini ci passano, ma io come faccio? Saltare la recinzione? No, no, non sono poi così atletico. Aspetterò che arrivi il camioncino della nettezza urbana, l’operaio apre sempre il cancello grande. E poi andrò a cercare il mio nuovo amico. Urrà, un amico! Lo troverò sicuramente, so come si chiama: Fabio. Ora vado a finire la merenda.



Sauro

Da wikipedia, l’enciclopedia libera:

Il tuttosauro è l'unico dinosauro sopravvissuto all’estinzione della specie. Numerosi paleontologi hanno cercato di appurare le motivazioni della sorprendente longevità. Le sue specifiche caratteristiche, rispetto a quelle degli altri dinosauri, devono aver in qualche modo facilitato il suo adattamento all’ambiente ostile. Caratterizzato da un fisico goffo e poco atletico, decisamente in sovrappeso, quanto mai lento, quindi inadatto a sfuggire ai predatori, dotato di limitate potenzialità cognitive... Da dove vengono quindi le sue straordinarie capacità di adattamento? Nessuna specie è mai sopravvissuta grazie a un temperamento gioviale!

Ci si chiederà: il tuttosauro parla? Dato che racconta barzellette (ebbene sì, barzellette sporche…) Ela risposta è affermativa: ci sono numerose testimonianze in merito: Parla, ma pare che la sua grammatica sia approssimativa e il suo lessico assai povero. Che questo abbia in qualche modo contribuito alla sua longevità? Che ci sia un nesso fra lil cattivo uso dei congiuntivi e colestrolo? Il fenomeno è ancora oggetto di studio da parte di una équipe di biologi e filologi statunitensi.

Perché in nome Tuttosauro (abbreviato in Sauro per gli amici)? Forse, non sapendo di essere a rischio di scomparsa, egli ritiene di potersi rendere utile alla salvezza del mondo, con consigli, informazioni, esperienze e quelle che lui chiama idee, nella convinzione che la sua progettualità non sia stata nei secoli compromessa.

Dove è possibile trovare questo esemplare? E' stato avvistato in parchi e giardini pubblici in diversi paesi. In generale predilige i luoghi che presentano una vegetazione rigogliosa (per ovvie esigenze alimentari) e che si adattano meglio a giochi e gite di bambini. Uno studioso statunitense afferma con certezza che gli piacciono i bambini perchè hanno capacità cognitive simili alle sue, e perchè ama dedicarsi a giochi semplici, dotati di regole elementari: altalena, scivolo, mosca cieca e rubabandiera. Da queste preferenze in materia di attività ludiche gli studiosi hanno rilevato il suo elevato grado di socialità.



Trova gli adulti noiosi e complicati.

Non è affatto pericoloso, ma gli esperti raccomandano di non avvicinarsi: è invadente e puzza un po’. E non dategli da mangiare, guai! E’ ingordo e goloso, e fa delle montagne di cacca, come già detto.


Fabio

- Il bambino mi ha sorriso! Cosa meravigliosa! Lo troverò. La mamma è meno simpatica di lui: frettolosa e scorbutica, tutto un “fa' questo, fa' quello”. Ma io non so farmi un’idea, le mamme umane le conosco poco, la mia se l'è data a gambe appena si è schiuso l'uovo.

Ma quanto girare per il quartiere! Che male ai piedi! Perché i miei piedi, cioè i miei zampotti, sono fatti per la terra e l’erba, non per il cemento. Ma forse sono arrivato al posto giusto: qui ci sono un sacco di persone in attesa davanti a un portone. Questa è la famosa scuola! Ora lui uscirà di qui! Ma ecco, l’ho vista, c’è anche la mamma antipatica! Per fortuna sono ben nascosto in mezzo a tutta questa gente in attesa, nessuno fa caso a me. Ecco, arriva una nuvola di piccoli esseri vocianti! Ma quanti sono! Come farò a trovare il mio bambino? Sono già usciti tutti e non l’ho visto, mi sa che mi è sfuggito. Dovevo stare più attento. No, eccolo! L’ultimo! Esce con passo stanco e faccia annoiata, trascinando il suo enorme fardello… Che sarà mai questa scuola, da rattristare tanto il mio nuovo – e unico - amico!


Amico, eccomi, sono qui! Ti aspetto da una vita, cioè un diecimila anni! Andiamo a giocare? Andiamo ai giardini, dai: c’è l’altalena, un po’ spingo io un po’ tu, veramente nessuno mai vuole spingermi perché sono troppo pesante. Andiamo a Gardaland? Non ci sono mai stato sai. A vedere un film di paura? Andiamo a mangiare un gelato? No, a mangiare una pizza? Anche tutt’e due se ti va. A fare i compiti? Non so cosa sono, sono così curioso…


Fabio ricambia lo sguardo interessato e appiccicoso del dinosauro con occhi tristi ma, incalzato dalle proposte del tuttosauro, assume un’espressione curiosa e divertita.

- Ehi tu, mi segui? E dove la prendi tutto questo entusiasmo? Io quando esco da scuola tutto questa energia non ce l'ho. - Fabio è un bambino strano, musone e un po' assente, cosa che preoccupa non poco i suoi genitori.

- Ti seguo perché vorrei essere tuo amico. Ti ho cercato per tutto il quartiere, non sai che male alle zampe…

La mamma sorride: Fabio ride? Possibile?

- Posso accompagnarti fino a casa? Verrei volentieri con te… Però… a casa tua c’è una porta grande? Grande quanto? Altrimenti potremmo fare altro.

- A pranzo si va a casa, per la porta vediamo.

La porta è discretamente grande. La mamma entra per prima, e poi con un impegrativo lavoro di tira - spingi e spingi-tira entra anche il dinosauro, seguito da un Fabio arruffato e sgualcito.

Sauro è nuovo a questa esperienza: in diecimila anni nessuno lo aveva mai invitato a casa. Fabio lo fa accomodare in salotto – le altre stanze sono troppo anguste per Sauro – e fanno merenda con una intera torta.

Fabio, quanto hai mangiato! Avevi appetito! Ma cos'è questo odore? Fabio... le puzzette no...

La mamma sembra non accorgersi di Sauro. Chissà se gli altri lo vedevano?


Ora i compiti, su...

Fabio tira fuori svogliatamente dallo zaino libri e quaderni. Comincia con la matematica, e cerca aiuto in Sauro nel risolvere un problema... Capisce qui che Sauro è un bugiardo:he tuttosauro e tuttosauro! Comincia a grattarsi il testone e a sparare numeri a caso... Vedendosi scoperto, si giustifica dicendo che ai suoi tempi la matematica era molto diversa...

- Ma Sauro, che dici? Non sono stati gli arabi a inventarla? Ma perchè diventi rosso? Tranquillo, neanche i miei genitori sanno fare i compiti. Se vuoi ti insegno un po' di tabelline...

Le tabelline piacciono molto a Sauro: due quattro sei... e qui si addormenta sul tappeto del salotto cullato da “otto dieci dodici... Si sveglia mezz'ora dopo, con Fabio che lo pizzica:

- Sauro, sveglia, qui mi puoi aiutare: storia! Gli antichi romani, li hai conosciuti?

- Certo! Ora ti racconto. Sono stato al colosseo nell'anno... beh, non ricordo. Ho giocato con una tigre, ovviamente ho vinto io, e per premio mi hanno liberato, e ho chiesto di liberare anche la povera tigre...

E' chiaro che Sauro al colosseo non c'è mai stato. Tutt'al più aveva visto qualche film in tv. Ma Fabio non vuole umiliarlo troppo. E' igproprio ignorante e anche un po' tonto (forse un tontosauro), ma così divertente e buono!

E' un amico.




Sauro e i cani

- Eccoci di nuovo al parco

Certo che è proprio bello questo parco. Che bel tappeto d'erba! Ideale per una grattatina alla schiena! - E si butta a terra, coricandosi a pancia in su, ondeggiando felice, col suo codone che sbatte su panchine e altalena.

Fabio si guarda intorno circospetto. Per fortuna il parco è deserto. Sauro è davvero invisibile? Sei i suoi amici fossero in grado di vederlo, cosa penserebbero di quel coso enorme dagli occhi storti?

Eccolo di nuovo in piedi.

- Vieni con me, Sauro, ti faccio vedere il recinto per i cani. Troverai dei tuoi simili. Ecco, guarda, puoi entrare. Non c'è scritto “vietato ai dinosauri”, perfetto.

- Io somiglio a chi... non somiglio ai bambini?

- Beh, lasciamo perdere, non è importante..

- Guarda, ci sono due cagnolini, simpatici... Mmm, il solito problema, non passi dalla porticina..

- Io scavalco, pof pof, ecco, che ci vuole.

- Fa' piano, il recinto è pericolante... e tu hai la grazia di un elefante!

- Ecco fatto. Uff, mi si impiglia sempre la coda. - Finalmente Sauro è nel recinto. - Ora potrei giocare a inseguire i cagnolini, peccato che ci sia pochissimo spazio... Ehi voi, aspettatemi, arrivo.

I due cuccioli, una bassottina marrone e una barboncina bianca, si accorgono della sua presenza. Lo annusano perplessi, ma per nulla impressionati dalla sua mole. Sauro si mette a rincorrerli... Intanto i padroni dei cuccioli – una signorina elegante un po' snob e un signore anziano dall'aria intellettuale - chiacchierano amabilmente, seduti su una panchina, e non sembrano accorgersi di Sauro:

- Guardi, guardi, professore, come si divertono, che cari!

  • Come si è animato il gioco, così all'improvviso, signorina

Fabio si gratta la testa perplesso. Non tutti sono in grado di vedere Sauro, i cani sì e i padroni no.

Fabio tira un sospiro di sollievo: - Sauro è sistemato, urrà!

Questo amico gli piace, è divertente e buffo, anche se Fabio un po' si vergogna di lui: è così grossolano e, diciamolo pure, anche un po' tonto...

Ora che Leda e Lucy lo tengono impegnato può finalmente andarsene sullo spiazzo lì vicino ad aspettare gli amici per giocare a pallone.

Inizia a riscaldarsi, ed ecco sente dei guaiti strani e degli strilli, una voce femminile ... Rimane un attimo immobile, poi si precipita al recinto. Chissà cosa può aver combinato Sauro? non lo si può lasciar solo un attimo!

Ora l'aea cani è vuota, non si vedono più i cani. E' rimasta solamente Lucyamoremio - così avevano soprannominato la signorina snob -; è agitatissima, rossa in viso e chiama a gran voce Lucy:

    - Lucy dove sei? Vieni qui amore, dalla tua mamma. Non farmi stare in pensiero...

Fabio è avvezzo ai modi ridicoli dei padroni dei cani. Ma capisce che in effetti è successo qualcosa di preoccupante: Lucy dov'è finita? E quei guaiti soffocati da dove vengono?


Vi chiederete: Sauro che sta facendo?

Sauro se ne sta seduto, mogio mogio, in mezzo al recinto, di cui occupa una parte consistente; immobile, sguardo a terra...

- Sauro, non mi dire... ma non eri erbivoro? - intanto continua a sentire il guaito, il che fa ben sperare che Lucy, amore della mamma, sia ancora in vita.

- Sauro, parla, sai qualcosa?

Sauro solleva le spalle con nonchalance, poi si alza in piedi e... ecco che compare da sotto il suo sederone l'adorabile batuffolino bianco... che era in passato bianco e ora è invece sporco, sgualcito e spettinato. In effetti, rimanendo schiacciati sotto la mole di Sauro, i suoi magnifici ricciolini freschi di pet-chauffeuse si sono tutti appiattiti. Lucy sembra ora un comune cane da canile.

  • Amore mio! Sei inguardabile! Cosa ti è successo mai! - La padroncina, anziché essere essere felice per il ritrovamento, sembra addolorata per il look plebeo della sua amata.

E Lucy, chiederete voi? Lucy sembra indifferente a tutto questo trambusto e ai problemi di estetica della sua padrona; sembra tenersi volutamente alla larga da quest'ultima, correndo gioiosa in un girotondo solitario intorno a un non si sa cosa.

E Leda, vi chiederete voi? Approfittando della confusione è scappata da uno dei tanti buchi del malandato recinto e ora corre per il prato, inseguita dal professore.

- Leda, torna qui! Arrivano le guardie ecologiche... la multa...

Sauro calciatore

 Sauro si guarda intorno annoiato:

- Posso stare un po' con te? I cagnolini se ne sono andati. Tu che fai?

- Vado a giocare a pallone. Ecco lì i miei amici. La partita sta iniziando, sbrigati.

Il parco è quasi deserto ora. Sta arrivando una vecchietta con un cane al guinzaglio che si dirige verso la seconda area cani.

Fabio mormora: - brutta strega, non perde un giorno!

Ma chi è? - chiede Sauro.

- E' una gran rompiscatole. Odia tutti, noi bambini in particolare, e trova sempre scuse per non lasciarci giocare.

    - Oh, brutto affare...

- Tu sei capace a giocare? - Fabio sa di mettere in difficoltà l'amico, che pretende di sapere tutto e in realtà...

- Certo! Ho giocato con Maradona nel Napoli, ma non mi era tanto simpatico, si dava un sacco di arie, e poi con Totti, questo sì che mi piaceva... era un amicone!

Allora vieni dai, gioca nella nostra squadra!

- Come mi piacerebbe! Peccato che sono un po' fuori allenamento... poi veramente non ricordo bene le regole, mi puoi fare un ripasso?

- Non c'è tempo, ecco gli amici. La partita inizia, corri! Ma come sei lento!

I tiri delle due squadre stanno prendendo delle traiettori astruse, come rimbalzassero contro qualcosa di duro, sì, contro un dinosauro. E Sauro non riesce mai, nella sua lentezza, a dare un calcio al pallone.



Non sono passati dieci minuti dall'inizio della partita che esce dalla seconda area cani la vecchia furiosa, urlante:

- Brutti maleducati... Basta con questo pallone, mi avete già colpita cento volte! Andate a giocare più in là, quante volte ve l'ho già detto! Anzi, cambiate gioco, ché come calciatori non valete niente, siete i più scarsi del mondo. Foste capaci qualche volta ad andare in porta!

La vecchietta, pur odiosa, non ha tutti i torti: i ragazzini come giocatori ritengono di non essere niente male, ma in fatto di educazione lasciano sicuramente a desiderare. I calciatori colpiscono spesso la rete del recinto, ormai dissestata e barcollante. E spesso centrano la testa della strega, che riporta ora un nuovo bozzolo ben visibile fra i capelli corti. Ha ben ragione di lamentarsi, ma nessuna compassione! E' una autentica strega, nemica dei bambini e del mondo intero: ama solo il suo cane, Luna, che è tutto il contrario della vecchia: socievole e allegra, sta sempre dalla parte dei ragazzi e cerca di distrarre la padrona quando ne combinavano qualcuna delle loro.

    - Ora vi sistemo io: chiamo i vigili, la polizia, l'esercito, i pompieri, i servizi segreti... - i ragazzi sanno che è tutta una finta, i vigili non arrivano mai...

    - Su ragazzi, spostiamoci un po' più in là, così la fa finita coi suoi lamenti...

Continuano la partita. Fabio spinge Sauro davanti alla rete del recinto cani, riuscendo così a proteggerla dai colpi.


Alla fine della gara, che vede la squadra di Fabio vincere miracolosamente per venti a tre, Sauro segue l'amico fino al tavolo utilizzato per la merenda.

- Ma... volevo chiederti... è tanto cattiva la signora Strega?

- Strega non è il suo nome. Nessuno sa il suo nome. Cattiva... non so. Ha le sue ragioni, ma non capisce che noi bambini vogliamo giocare. Non possiamo vivere senza giocare a pallone...

- Ma cosa fa lì seduta sulla panchina?

- Scrive. Scrive al sindaco per protestare contro di noi. Ha scritto anche al presidente della repubblica e al papa... Tranquillo, nessuno risponde. Ah, scrive anche un libro, un galateo per i bambini al parco. Dice che lo metterà in vendita per comprare una vera porta per il calcio, così non distruggeremo più la rete e la sua testa. Chissà se è vero.

- Allora forse non è così cattiva...

- Boh... però è ben strana! Ma tu, dimmi, ti sei divertito?

- Eccome! Grande partita! – in realtà si era messo a dormicchiare accucciato davanti alla “porta”, non aveva neppur sentito le pallonate che rimbalzavano sulle sue squame. - Beh, non è però carino prendere a pallonate la signora Strega...

    - Non fare il tenerone. Quella è la nostra porta da cinque anni... è nostra...

- Ah, ho capito. Siete proprietari. Se io sto seduto qui qualche giorno divento padrone del parco. Funziona così la proprietà privata? Se mi piace una cosa mi ci siedo sopra ed è mia!

Fabio comincia a irritarsi, Sauro dice un sacco di sciocchezze.

- E quello cos'è? - chiede Sauro osservando una statua a appoggiata in modo precario al lato dello spiazzo.

- E' il mezzobusto del sindaco. Devono cementarlo al centro della piazzola per impedirci di giocare. Qualcuno voleva metterci una fioriera, ma nessuno verrebbe a innaffiare i fiori.

- Nooo, e chi fa questo?

- Gli operai del comune. Il gioco del calcio sembra sia il maggior problema di questa città.

- Ma ci sarà qualche altra soluzione.

- Sì, trovala, tu che sai tutto. - il tono di Fabio diventa sempre più nervoso. - Però muoviti, andiamo, è tardi.


Alice

Sta arrivando qualcuno. Si sentono dei passi lievi tra il frusciare delle foglie.

- Cosa dici, Fabio! Il parco è di tutti. Ma... parli da solo? - la voce è di una bambina dai capelli rossi che si era avvicinata piano piano per ascoltare i discorsi dei due amici (inrealtà sentiva solo la voce di Fabio). Si siede di fianco a Fabio. Sauro resta in piedi, la panca è troppo piccola per lui.

- Ciao Alice. Ma come, tu lo vedi?

- Vedere chi? Non c'è nessuno qui. Come sei strano oggi. Prima parlavi da solo, che buffo. O forse parlavi con tuo angelo custode.

- Angelo custode? Può avere la forma di un dinosauro?

    - Impossibile: il dinosauro non ha le ali. Comunque ti ho sentito. Non sono d'accordo: il parco non è solo dei calciatori e dei ciclisti e dei monopattinari scatenati. Devono poterci venire anche i bambini piccoli con i genitori, i fidanzatini, le persone anziane, i cani, tutti insomma. Noi ragazzi, senza rinunciare al divertimento, dovremmo cercare di essere un po' più gentili e democratici, e metterci qualche volta nei panni degli altri.

Fabio arrossisce. Si rende conto di aver fatto una pessima figura. Era stato sgarbato con la signora Strega, che aveva ben il diritto di starsene tranquilla con la sua Luna a scrivere le sue sciocchezze. Quello non era però il suo comportamento abituale: quando stava in compagnia degli amici si caricava ben bene, ed era pronto a qualsiasi nefandezza, dagli insulti alla distruzione dei recinti.

Ora gli pesa di essersi mostrato così grezzo agli occhi di Alice. E Alice gli piace un sacco.

- Parli sempre come una prima della classe – in effetti è la più brava a scuola.

    - Ma cosa dici! - esclama Alice ridendo – qui non si tratta di essere bravi, ma solo un po' gentili, un po' sensibili e tolleranti.

Fabio, occhi a terra, si avvia verso casa. Alice non è solo la prima della classe, è anche molto carina. Aveva sempre trovato adorabili le sue lentiggini e il suo sorriso. Lui invece pensa di essere bruttino; è grassoccio e porta pure l'apparecchio. Sono in pochi a trovarlo simpatico, sempre così serio e impacciato. Sente di non avere speranze di piacerle, soprattutto ora che ha fatto la figura del perfetto cretino.


All'improvviso si accorge che gli manca qualcosa:

- Sauro dove sei? - starà combinando qualche nuovo guaio... Ma eccolo là fra gli alberi.

- Sauro, Sauro! Che fai? - Sauro è seduto a terra nel noccioleto, con una bottiglia di succo di frutta alla mela in una zampa e un tovagliolo nell'altra – oggetti rubati probabilmente, approfittando dell'invisibilità, alla famigliola che sta facendo merenda sul prato lì accanto.

    - Sauro, cos'è quel mucchio di foglie davanti a te? E perchè questa pianta è completamente spoglia? - in effetti Sauro sta annusando una montagnola verde alta circa un metro, posta di fronte a un fascio di rami stecchiti che si snoda dal suolo.

    - Fame. Sauro ha sempre fame. Vuoi assaggiare? Non ci sono solo foglie, anche nocciole. Buone anche col guscio.

- Sauro, sei un disastro. Andiamo a casa veloce, prima che qualcuno ci veda! Vieni dai, a casa ci sono un sacco di merendine, la mamma ha fatto una scorta industriale per il covid!

- Le foglie sono più sane, lo dicono anche in tv, i bambini devono mangiare tanta verdura.

- Le foglie dei noccioli mica sono verdura. E poi, non ti sarai mica messo in testa di essere un bambino?

- Non mi dispiacerebbe. Andrei a scuola, avrei una mamma, giocherei a pallone. - e due gigantesche lacrime spuntano dagli occhi strabici.

- No, no, non è il momento per i pianti . Finisci le tue foglie senza dare nell'occhio ora che le hai staccate, e filiamo. Ma guarda che disastro. Tutti pensano che siamo noi ragazzi a distruggere lgli alberi giocando, e di solito è vero. Ma chi glielo spiega alle guardie ecologiche che oggi è stato un dinosauro! Multe a go-go per tutti!

- Non ho più fame, ecco. Andiamo.

- Ma ecco dei passi alle spalle: il temutissimo ispettore?

- No, no, non sono stato io, ora le spiego...

Non è per fortuna l'ispettore, ma Alice, che li ha seguiti a distanza.

- C'eri solo tu vicino all'albero, chi altro può essere stato? Ma tranquillo, non faccio la spia. Però, scusa, non ti capisco... Lo sai quanti anni ci mette un albero così a crescere? E in un attimo è morto. E sai quanto ossigeno produce una pianta come questa? E di quanto ossigeno abbiamo bisogno?

Ecco, Alice si mette a fare la saputella... Lui la adora, perchè è intelligente e carina, ma quando inizia con questi pipponi...

- Lo so, lo so. Hai ragione, ma c'è stato un imprevisto. Ho starnutito così forte... - non sa proprio che altro inventare. Intanto Alice continua ad avvicinarsi..

Bang! - un qualche urto violento butta Alice a terra. La coda di sauro è sempre fra i piedi... La ragazza si è inciampata, spelandosi le gambe contro le squame.

- Alice, che succede? Ti sei fatta male? Serve un massaggio cardiaco, o altro?

- No no, tranquillo, mi sento solo un po' ammaccata. Solo non capisco solo cos'è successo, e questi graffi a forma di pinne di dinosauro da dove arrivano?

Ora ad arrossire è Sauro. Il solito sbadato lascia sempre penzolare la sua codona nei posti meno opportuni.

- Vieni Alice, andiamo a prendere una cioccolata al chiosco, passerà tutto.



Sentimenti

Fabio si stupisce della propria intraprendenza; passa il pomeriggio con Alice approfittando della necessità di consolarla. Trova la sua descrizione delle disgrazie del pianeta un po' pesante, ma la vista dei riccioli rossi e delle splendide efelidi di Alice lo mandano in brodo di giuggiole.

- Certo, bisogna rispettare gli alberi. Ma a volte non sappiamo a cosa giocare e ci arrampichiamo. Vedi: le altalene sono tutte rotte, e gli scivoli sono circondati dal fango. Il pallone disturba tutti, le bici pure... Qui non si può far nulla...

- Ma Fabio, su, un po' di ingegno. Non va bene distruggere i recinti, i lampioni, le panchine... Cercate di essere costruttivi. Ad esempio. Per il calcio si può definire un'area riservata al gioco, così i vecchietti e le mamme possono sedersi nella altre zone.

- Beh, hai ragione. E si potrebbe studiare qualche attività per portare a casa qualche soldo e comprare dei giochi nuovi.

- Così mi piaci! Potete a esempio vendere libri e giocattoli vecchi, scrivere un giornalino e distribuirlo in cambio di un'offerta, organizzare una gara di bellezza per cani e far pagare l'ingesso... E poi potreste trovare un esperto di giardinaggio che vi aiuti a scegliere nuove piante, in modo da sostituire quelle che avete distrutto, così potrete giocare in mezzo al verde e non in una landa spelacchiata.

Certo che Alice è anche una molto impegnata , una specie di Greta. Ma come non darle ragione! Avviandosi verso casa, con la mente affollata da tante idee, si sta nuovamente dimenticando della presenza di Sauro.

- Ehi, parlami! Ti sei dimenticato di me? Dimmi, come mi devo pettinare per il concorso di bellezza?

- Piantala! Non sei un cane! Alice vuole un concorso di bellezza per cani, non per dinosauri.

- Uhm. Sei sgarbato. Sei forse arrabbiato?

- Uffa, cerca di capirmi. L'hai vista? L'hai sentita? Come faccio a starle dietro? Non sono alla sua altezza!

Sì, per essere carina è carina, e parla proprio come una tuttosaura. Sa tutto!

- Una tuttosaura?

- Oh, sono sicuro che le piaci, eccome, ti ha cercato e seguito!

- Lo pensi davvero? Mi sembra impossibile. Ma dimmi, secondo te cosa le può piacere di me?

- Sei originale, non stai con tutti, non stai coi prepotenti. Sei strano, insomma.

- Questo sarebbe un pregio?

- Certo! Quanti personaggi ho conosciuto, così strani! Ora te li elenco...

- No, lascia perdere, non è il caso.





- Hai le orecchie a sventola, e sei un po' rotondetto, ma tutto sommato sei carino. Tu le piaci, e lei ti piace. Sono contento. Però andiamo ancora un attimo sullo scivolo?

- No, lo sfondi. E' l'ultimo gioco che resta in piedi. Andiamo a casa. Ciao Mavi, ciao Raffi.

Ciao Fabio. Come sei pensieroso... - Mavi e Raffi sono amiche, vengono al parco tutti i giorni con i loro cani e una volta la settimana puliscono il parco.

- Chi sono queste belle signore?

- Sono dell'associazione degli amici del parco, Erbavoglio. Raccolgono le cartacce e le bottigliette, spazzano e potano, e avvisano il comune quando c'è qualcosa di rotto, così immediatamente gli operai del comune vengono a fare le riparazioni. Noi ragazzi qualche volta le aiutiamo...

- Che bello, siete tutti amici qui. Sai che mi piace proprio questo parco, con tutti questi alberi e questi cani e umani simpatici. Quasi quasi resto qui a dormire. Non offenderti, la tua cameretta è troppo piccola. Ci vediamo domattina, passa di qui mentre vai a scuola...

- Posso fidarmi? Mi raccomando, lascia stare alberi e cani...

- Tranquillo...

- Sono qui domattina alle sette. Vedo di trovare qualcosa per la tua colazione.

- Pizza...

- OK, pizza.

Finale

 

La mattina dopo Fabio si avvia verso il parco, attraversa il prato, ma di Sauro non c'era traccia.

- Che cosa cerchi? - Alice è lì che lo aspetta.- non sei mai uscito così presto...

- Niente, niente, credo di aver perso qualcosa...

- Forse cercavi questo? - tiene un libricino fra le mani: “Fabio e il tuttosauro – galateo per bambini al parco” - Non dirmi che l'hai scritto tu?

Fabio sfoglia le pagine del libro, leggendo le prime righe.

- Sì, è opera mia, ma non è tutta farina del mio sacco. L'ho fatto con un amico, un amico che non conosci...

- Geniale! Sembra parli proprio di noi e del nostro parco! C'è persino la signora Strega, chissà come sarà contenta! Che ne dici, potremmo vendere il libro per far su qualche soldo e sistemare il parco!

- Fabio non sta ascoltando: - Ma lui, dov'è? - pensa tra sé e sé. Si guarda intorno, più che al libro pensa a Sauro, così incline a ficcarsi nei pasticci.

- Guarda Fabio, guarda là in alto, che meraviglia! Che nuvola bizzarra! Sembra sembra...

- Sembra un dinosauro, un dinosauro con le ali. Un angelo-dinosauro...

- Ma dai, non hanno ali i dinosauri.

- Forse qualcuno...



Regolamento del parco

Regolamento

approvato regolarmente da bambini, dinosauri, streghe e rappresentanti di tutte le genti del parco


  • I bambini hanno il diritto di giocare

  • I bambini hanno i dovere di rispettare il prossimo, il che significa non molestare in alcun modo le streghe, le mamme, i nonni e tutte le altre persone, urtandole o schiamazzando.

  • Gli adulti hanno il diritto di divertirsi a modo loro, con le stesse limitazioni di cui sopra.

  • Non danneggiare e distruggere vegetazione e arredi.

  • I cani possono correre liberi nelle aree a ciò adibite.

  • Non si devono gettare a terra i rifiuti.

  • I padroni devono raccogliere gli escrementi dei cani, e adoperarsi per evitare le liti tra questi ultimi.

  • I cani potranno forse correre liberi per tutto il parco nei modi e tempi stabiliti dal comune (proposta in fase di esame)

  • Se si ha la possibilità di fare qualcosa per miglirare l'aspetto del parco, lo si può fare.

FABIO E IL TUTTOSAURO

     FABIO E IL TUTTOSAURO ovvero galateo per bambini, in particolare per bambini frequentatori del parco Illustrazioni di Maria L...