mercoledì 28 ottobre 2020

Fabio

- Il bambino mi ha sorriso! Cosa meravigliosa! Lo troverò. La mamma è meno simpatica di lui: frettolosa e scorbutica, tutto un “fa' questo, fa' quello”. Ma io non so farmi un’idea, le mamme umane le conosco poco, la mia se l'è data a gambe appena si è schiuso l'uovo.

Ma quanto girare per il quartiere! Che male ai piedi! Perché i miei piedi, cioè i miei zampotti, sono fatti per la terra e l’erba, non per il cemento. Ma forse sono arrivato al posto giusto: qui ci sono un sacco di persone in attesa davanti a un portone. Questa è la famosa scuola! Ora lui uscirà di qui! Ma ecco, l’ho vista, c’è anche la mamma antipatica! Per fortuna sono ben nascosto in mezzo a tutta questa gente in attesa, nessuno fa caso a me. Ecco, arriva una nuvola di piccoli esseri vocianti! Ma quanti sono! Come farò a trovare il mio bambino? Sono già usciti tutti e non l’ho visto, mi sa che mi è sfuggito. Dovevo stare più attento. No, eccolo! L’ultimo! Esce con passo stanco e faccia annoiata, trascinando il suo enorme fardello… Che sarà mai questa scuola, da rattristare tanto il mio nuovo – e unico - amico!


Amico, eccomi, sono qui! Ti aspetto da una vita, cioè un diecimila anni! Andiamo a giocare? Andiamo ai giardini, dai: c’è l’altalena, un po’ spingo io un po’ tu, veramente nessuno mai vuole spingermi perché sono troppo pesante. Andiamo a Gardaland? Non ci sono mai stato sai. A vedere un film di paura? Andiamo a mangiare un gelato? No, a mangiare una pizza? Anche tutt’e due se ti va. A fare i compiti? Non so cosa sono, sono così curioso…


Fabio ricambia lo sguardo interessato e appiccicoso del dinosauro con occhi tristi ma, incalzato dalle proposte del tuttosauro, assume un’espressione curiosa e divertita.

- Ehi tu, mi segui? E dove la prendi tutto questo entusiasmo? Io quando esco da scuola tutto questa energia non ce l'ho. - Fabio è un bambino strano, musone e un po' assente, cosa che preoccupa non poco i suoi genitori.

- Ti seguo perché vorrei essere tuo amico. Ti ho cercato per tutto il quartiere, non sai che male alle zampe…

La mamma sorride: Fabio ride? Possibile?

- Posso accompagnarti fino a casa? Verrei volentieri con te… Però… a casa tua c’è una porta grande? Grande quanto? Altrimenti potremmo fare altro.

- A pranzo si va a casa, per la porta vediamo.

La porta è discretamente grande. La mamma entra per prima, e poi con un impegrativo lavoro di tira - spingi e spingi-tira entra anche il dinosauro, seguito da un Fabio arruffato e sgualcito.

Sauro è nuovo a questa esperienza: in diecimila anni nessuno lo aveva mai invitato a casa. Fabio lo fa accomodare in salotto – le altre stanze sono troppo anguste per Sauro – e fanno merenda con una intera torta.

Fabio, quanto hai mangiato! Avevi appetito! Ma cos'è questo odore? Fabio... le puzzette no...

La mamma sembra non accorgersi di Sauro. Chissà se gli altri lo vedevano?


Ora i compiti, su...

Fabio tira fuori svogliatamente dallo zaino libri e quaderni. Comincia con la matematica, e cerca aiuto in Sauro nel risolvere un problema... Capisce qui che Sauro è un bugiardo:he tuttosauro e tuttosauro! Comincia a grattarsi il testone e a sparare numeri a caso... Vedendosi scoperto, si giustifica dicendo che ai suoi tempi la matematica era molto diversa...

- Ma Sauro, che dici? Non sono stati gli arabi a inventarla? Ma perchè diventi rosso? Tranquillo, neanche i miei genitori sanno fare i compiti. Se vuoi ti insegno un po' di tabelline...

Le tabelline piacciono molto a Sauro: due quattro sei... e qui si addormenta sul tappeto del salotto cullato da “otto dieci dodici... Si sveglia mezz'ora dopo, con Fabio che lo pizzica:

- Sauro, sveglia, qui mi puoi aiutare: storia! Gli antichi romani, li hai conosciuti?

- Certo! Ora ti racconto. Sono stato al colosseo nell'anno... beh, non ricordo. Ho giocato con una tigre, ovviamente ho vinto io, e per premio mi hanno liberato, e ho chiesto di liberare anche la povera tigre...

E' chiaro che Sauro al colosseo non c'è mai stato. Tutt'al più aveva visto qualche film in tv. Ma Fabio non vuole umiliarlo troppo. E' igproprio ignorante e anche un po' tonto (forse un tontosauro), ma così divertente e buono!

E' un amico.




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