mercoledì 28 ottobre 2020

Alice

Sta arrivando qualcuno. Si sentono dei passi lievi tra il frusciare delle foglie.

- Cosa dici, Fabio! Il parco è di tutti. Ma... parli da solo? - la voce è di una bambina dai capelli rossi che si era avvicinata piano piano per ascoltare i discorsi dei due amici (inrealtà sentiva solo la voce di Fabio). Si siede di fianco a Fabio. Sauro resta in piedi, la panca è troppo piccola per lui.

- Ciao Alice. Ma come, tu lo vedi?

- Vedere chi? Non c'è nessuno qui. Come sei strano oggi. Prima parlavi da solo, che buffo. O forse parlavi con tuo angelo custode.

- Angelo custode? Può avere la forma di un dinosauro?

    - Impossibile: il dinosauro non ha le ali. Comunque ti ho sentito. Non sono d'accordo: il parco non è solo dei calciatori e dei ciclisti e dei monopattinari scatenati. Devono poterci venire anche i bambini piccoli con i genitori, i fidanzatini, le persone anziane, i cani, tutti insomma. Noi ragazzi, senza rinunciare al divertimento, dovremmo cercare di essere un po' più gentili e democratici, e metterci qualche volta nei panni degli altri.

Fabio arrossisce. Si rende conto di aver fatto una pessima figura. Era stato sgarbato con la signora Strega, che aveva ben il diritto di starsene tranquilla con la sua Luna a scrivere le sue sciocchezze. Quello non era però il suo comportamento abituale: quando stava in compagnia degli amici si caricava ben bene, ed era pronto a qualsiasi nefandezza, dagli insulti alla distruzione dei recinti.

Ora gli pesa di essersi mostrato così grezzo agli occhi di Alice. E Alice gli piace un sacco.

- Parli sempre come una prima della classe – in effetti è la più brava a scuola.

    - Ma cosa dici! - esclama Alice ridendo – qui non si tratta di essere bravi, ma solo un po' gentili, un po' sensibili e tolleranti.

Fabio, occhi a terra, si avvia verso casa. Alice non è solo la prima della classe, è anche molto carina. Aveva sempre trovato adorabili le sue lentiggini e il suo sorriso. Lui invece pensa di essere bruttino; è grassoccio e porta pure l'apparecchio. Sono in pochi a trovarlo simpatico, sempre così serio e impacciato. Sente di non avere speranze di piacerle, soprattutto ora che ha fatto la figura del perfetto cretino.


All'improvviso si accorge che gli manca qualcosa:

- Sauro dove sei? - starà combinando qualche nuovo guaio... Ma eccolo là fra gli alberi.

- Sauro, Sauro! Che fai? - Sauro è seduto a terra nel noccioleto, con una bottiglia di succo di frutta alla mela in una zampa e un tovagliolo nell'altra – oggetti rubati probabilmente, approfittando dell'invisibilità, alla famigliola che sta facendo merenda sul prato lì accanto.

    - Sauro, cos'è quel mucchio di foglie davanti a te? E perchè questa pianta è completamente spoglia? - in effetti Sauro sta annusando una montagnola verde alta circa un metro, posta di fronte a un fascio di rami stecchiti che si snoda dal suolo.

    - Fame. Sauro ha sempre fame. Vuoi assaggiare? Non ci sono solo foglie, anche nocciole. Buone anche col guscio.

- Sauro, sei un disastro. Andiamo a casa veloce, prima che qualcuno ci veda! Vieni dai, a casa ci sono un sacco di merendine, la mamma ha fatto una scorta industriale per il covid!

- Le foglie sono più sane, lo dicono anche in tv, i bambini devono mangiare tanta verdura.

- Le foglie dei noccioli mica sono verdura. E poi, non ti sarai mica messo in testa di essere un bambino?

- Non mi dispiacerebbe. Andrei a scuola, avrei una mamma, giocherei a pallone. - e due gigantesche lacrime spuntano dagli occhi strabici.

- No, no, non è il momento per i pianti . Finisci le tue foglie senza dare nell'occhio ora che le hai staccate, e filiamo. Ma guarda che disastro. Tutti pensano che siamo noi ragazzi a distruggere lgli alberi giocando, e di solito è vero. Ma chi glielo spiega alle guardie ecologiche che oggi è stato un dinosauro! Multe a go-go per tutti!

- Non ho più fame, ecco. Andiamo.

- Ma ecco dei passi alle spalle: il temutissimo ispettore?

- No, no, non sono stato io, ora le spiego...

Non è per fortuna l'ispettore, ma Alice, che li ha seguiti a distanza.

- C'eri solo tu vicino all'albero, chi altro può essere stato? Ma tranquillo, non faccio la spia. Però, scusa, non ti capisco... Lo sai quanti anni ci mette un albero così a crescere? E in un attimo è morto. E sai quanto ossigeno produce una pianta come questa? E di quanto ossigeno abbiamo bisogno?

Ecco, Alice si mette a fare la saputella... Lui la adora, perchè è intelligente e carina, ma quando inizia con questi pipponi...

- Lo so, lo so. Hai ragione, ma c'è stato un imprevisto. Ho starnutito così forte... - non sa proprio che altro inventare. Intanto Alice continua ad avvicinarsi..

Bang! - un qualche urto violento butta Alice a terra. La coda di sauro è sempre fra i piedi... La ragazza si è inciampata, spelandosi le gambe contro le squame.

- Alice, che succede? Ti sei fatta male? Serve un massaggio cardiaco, o altro?

- No no, tranquillo, mi sento solo un po' ammaccata. Solo non capisco solo cos'è successo, e questi graffi a forma di pinne di dinosauro da dove arrivano?

Ora ad arrossire è Sauro. Il solito sbadato lascia sempre penzolare la sua codona nei posti meno opportuni.

- Vieni Alice, andiamo a prendere una cioccolata al chiosco, passerà tutto.



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